Italia, l’accoglienza scettica per il nuovo CT Pirlo tra meme e paragoni

Meme, diffidenza, il "peso" di Guardiola: Pirlo come Donadoni, i ct accolti male - La Gazzetta dello Sport
Meme, diffidenza, il "peso" di Guardiola: Pirlo come Donadoni, i ct accolti male - La Gazzetta dello Sport

L’accoglienza di Pirlo come CT

La nomina di Andrea Pirlo a nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana è stata accolta con un notevole scetticismo da parte dell’opinione pubblica. Molti hanno espresso dubbi sulla scelta, generando reazioni negative sui social media e tra gli addetti ai lavori. Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha definito la nomina una “scommessa”, sottolineando che solo il campo potrà determinare se si tratta di una decisione lungimirante.

Abodi ha anche commentato il presunto interesse per Pep Guardiola, affermando che le alternative tra Guardiola e Pirlo sono “talmente distanti” da rendere azzardato il paragone senza una certezza di accettazione da parte del tecnico spagnolo. Anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha espresso le sue perplessità, definendo la scelta di Pirlo come allenatore un “salto nel buio” e paragonando la situazione a un “topolino” nato dopo l’attesa per Guardiola.

Reazioni della stampa e degli ex calciatori

La stampa italiana ha generalmente giudicato la scelta di Pirlo con scetticismo, sebbene con diverse motivazioni. Ex calciatori con ruoli pubblici, come Massimo Mauro e Marco Tardelli, hanno criticato più la gestione della nomina che Pirlo stesso. Mauro ha definito Pirlo una “grande scommessa”, mentre Tardelli ha suggerito che Guardiola potrebbe aver rifiutato a causa della percezione che il calcio italiano non sia all’altezza.

Sui social media, la reazione è stata ancora più marcata, con una pioggia di critiche e meme. Commenti come “Ditemi che è uno scherzo” e paragoni tra Pirlo e Guardiola, descritti come il passaggio da una Ferrari a una bicicletta per bambini, sono stati diffusi. Alcuni utenti hanno persino lanciato l’hashtag #Maldiniout, mentre un meme popolare raffigura Guardiola accanto a Pirlo con la didascalia “Quando lo ordini su Temu / Quando ti arriva a casa”.

I precedenti storici dei CT contestati

L’accoglienza scettica nei confronti di un nuovo CT non è un fenomeno nuovo per la Nazionale italiana. Nel 2016, Giampiero Ventura fu accolto con riserve dopo aver ereditato il ruolo da Antonio Conte. L’opinione pubblica lo considerò una scelta “al ribasso” e priva di ambizione, dubbi che si rivelarono fondati con la mancata qualificazione ai Mondiali di Russia.

Dieci anni prima, nel 2006, Roberto Donadoni subentrò a Marcello Lippi, fresco campione del mondo. Nonostante avesse iniziato da poco la carriera da allenatore con squadre come Lecco, Livorno e Genoa, molti si chiesero se fosse all’altezza del compito. L’Italia di Donadoni fu eliminata ai rigori contro la Spagna nei quarti di finale di Euro 2008. Anche nel 1996, dopo il ciclo di Arrigo Sacchi, la nomina di Cesare Maldini, che aveva ottenuto buoni risultati con l’Under 21, fu vista da una parte della critica come un ritorno a un calcio più tradizionale. Maldini guidò la squadra fino ai quarti di finale dei Mondiali del 1998, dove fu eliminata ai rigori dalla Francia.

Forse il CT che ha subito le critiche più aspre è stato Enzo Bearzot. Già nel 1975, quando iniziò ad allenare gli azzurri, fu considerato troppo “aziendalista” e privo di carisma. Le critiche più feroci arrivarono all’inizio dei Mondiali di Spagna ’82, dopo i tre pareggi iniziali, con la stampa che si scatenò e i tifosi italiani che esprimevano rabbia, in particolare per l’esclusione di Paolo Rossi.

Nonostante lo scetticismo iniziale, la storia della Nazionale italiana mostra come le accoglienze difficili possano talvolta precedere percorsi inaspettati, come nel caso di Bearzot che, nonostante le critiche iniziali, portò l’Italia alla vittoria dei Mondiali del 1982.

Source: gazzetta.it

di Luca Bianchi

Redattore sportivo

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