La carriera in Nazionale e la finale del ’94
Franco Baresi, storico capitano del Milan e figura iconica della Nazionale italiana, è stato un protagonista indiscusso del calcio per oltre un decennio. La sua carriera con la maglia azzurra, seppur ricca di momenti significativi, è stata descritta come agrodolce. Ha partecipato alla finale del Mondiale USA 1994, disputando una partita memorabile nonostante una recente operazione al menisco del ginocchio destro, avvenuta 24 giorni prima dell’incontro. In quell’occasione, il 17 luglio 1994 a Los Angeles, l’Italia affrontò il Brasile in una finale caratterizzata da un caldo intenso. Baresi, nonostante non si fosse allenato, scese in campo e si distinse per la sua prestazione, tanto che Romario lo definì il più forte avversario mai affrontato.
L’esordio di Baresi con la Nazionale maggiore avvenne il 4 dicembre 1982 in una partita contro la Romania, terminata 0-0 a Firenze. Curiosamente, prima di questa data, era stato convocato per l’Europeo 1980 e il Mondiale 1982 senza però scendere in campo. Il giorno successivo al suo debutto, giocò un’altra partita a Como con il Milan, completando 90 minuti a meno di 24 ore di distanza. Inizialmente, l’allenatore Bearzot provò a impiegarlo come centrocampista, un esperimento che Baresi stesso non considerava promettente per il suo futuro in quel ruolo. La sua posizione in campo si consolidò con Azeglio Vicini, che lo rese un punto fermo della difesa dopo il ritiro di Scirea. Baresi fu protagonista all’Europeo 1988 e al Mondiale Italia ’90, indossando la maglia numero 2, assegnata all’epoca in ordine alfabetico. Sotto la guida di Sacchi, che subentrò nel 1991, Baresi riacquistò il suo numero 6 per il Mondiale del ’94, culminato con il rigore sbagliato nella finale contro il Brasile e le sue lacrime in campo. La sua ultima apparizione in azzurro fu in Slovenia-Italia il 7 settembre 1994 a Maribor.
La scomparsa a 66 anni
Oggi, 31 luglio, è venuto a mancare Franco Baresi all’età di 66 anni. La causa del decesso è stata una nodulazione polmonare, una condizione di salute che era stata resa nota nell’agosto del 2025 attraverso i canali ufficiali del Milan. Il club aveva informato che, a seguito di accertamenti di routine, era stata riscontrata la presenza di una nodulazione polmonare al suo Vice Presidente Onorario.
Per affrontare la problematica, si era deciso di procedere con un intervento chirurgico mini-invasivo per l’asportazione. L’operazione era riuscita e il decorso post-operatorio era stato privo di complicazioni. Successivamente, Baresi era stato valutato da uno specialista oncologo, che aveva indicato una terapia di consolidamento basata sull’immunoterapia. La nodulazione polmonare è un’anomalia radiologica che può essere scoperta anche casualmente durante controlli di routine, spesso in assenza di sintomi. Può misurare fino a 3 centimetri e avere diverse origini, tra cui infiammatorie, infettive o tumorali.
I noduli polmonari sono generalmente asintomatici, il che può portare a una diagnosi tardiva o fortuita. In alcuni casi rari, la lesione può causare sintomi secondari come tosse, difficoltà respiratorie o infezioni dell’apparato respiratorio. Le cause possono essere benigne, come esiti fibrotici di processi infiammatori pregressi, granulomi o malformazioni, oppure maligne, come carcinomi broncogeni o metastasi. La diagnosi corretta richiede una valutazione approfondita del paziente e delle immagini fornite dalla TAC. Dopo la TAC, i medici possono decidere se effettuare ulteriori esami come prove di funzionalità respiratoria, broncoscopia o biopsia polmonare. I principali fattori di rischio per neoplasie polmonari maligne includono la storia di fumo, la familiarità per neoplasie e l’esposizione a sostanze cancerogene. Esistono anche casi in cui il nodulo può essere benigno, specialmente in pazienti giovani e non fumatori, per i quali l’approccio può prevedere controlli radiologici periodici.
La notizia della sua scomparsa giunge dopo che il Milan aveva comunicato la sua condizione di salute nell’agosto del 2025.
Source: gazzetta.it
