La decisione del microchip
Il Portogallo ha superato la Croazia con un risultato di 2-1, assicurandosi un posto negli ottavi di finale dei Mondiali. La partita è stata caratterizzata da un finale controverso, in cui un gol di pareggio della Croazia, segnato da Josko Gvardiol, è stato annullato dopo una revisione del VAR. La decisione è stata influenzata in modo determinante dal segnale di un sensore integrato nel pallone Adidas Trionda, che ha rilevato un tocco quasi impercettibile di Igor Matanovic. Questo tocco è stato cruciale per stabilire la posizione di fuorigioco di Pasalic.
La FIFA ha difeso l’annullamento del gol, richiamando il funzionamento della tecnologia Connected Ball e l’applicazione del regolamento. Il commissario tecnico della Croazia, Zlatko Dalic, ha espresso il suo disappunto, affermando che il VAR “toglie gioia al calcio”. Al contrario, Roberto Martinez, CT del Portogallo, ha sottolineato la chiarezza della decisione, evidenziando che il tocco di Matanovic e il conseguente fuorigioco di Pasalic erano inequivocabili.
Il funzionamento della tecnologia Connected Ball
Il sistema Connected Ball si avvale di un sensore IMU (Inertial Measurement Unit) inserito all’interno del pallone Trionda. Questo dispositivo, con un peso di circa 14 grammi, registra dati 500 volte al secondo (500 Hz), inclusi accelerazioni, rotazioni e traiettoria. La sua precisione nel rilevare l’istante esatto di ogni tocco sul pallone è superiore a quella delle riprese televisive.
I dati raccolti dal sensore vengono trasmessi in tempo reale alla sala VAR. Qui, vengono incrociati con le informazioni provenienti da 16 telecamere di tracciamento e analizzati da un sistema di intelligenza artificiale. Questa tecnologia è particolarmente utile per il fuorigioco semiautomatico, ma contribuisce anche a identificare tocchi di mano o deviazioni che sarebbero difficili da percepire a occhio nudo. La decisione finale, tuttavia, spetta sempre all’arbitro in campo.
La FIFA ha spiegato che il sensore ha rilevato il contatto di Matanovic durante la fase di costruzione dell’azione. La “grafica a battito cardiaco” mostrata in televisione ha permesso agli ufficiali di gara di individuare con precisione il momento del tocco e di valutare correttamente la posizione di fuorigioco. I sensori IMU sono in grado di rilevare anche contatti minimi, fornendo agli arbitri dati per decisioni rapide e accurate.
Il regolamento e i precedenti
La valutazione arbitrale non si è limitata al tocco rilevato dal chip. È stato preso in considerazione anche l’intervento successivo di Renato Veiga, difensore portoghese, che ha toccato il pallone con la testa. L’arbitro ha ritenuto che si trattasse di una semplice deviazione e non di una “giocata deliberata”, come previsto dalla Regola 11 dell’Ifab sul fuorigioco. Di conseguenza, l’azione è stata considerata una prosecuzione di quella originata dal tocco di Matanovic, mantenendo Pasalic in posizione irregolare.
Il VAR ha richiamato l’arbitro norvegese Eskas per una revisione sul campo, nonostante si trattasse di un episodio oggettivo. Questa procedura è consentita dal protocollo per rafforzare una decisione determinante, come l’annullamento di un gol cruciale nei minuti finali. Il sistema della “connected ball” non è una novità assoluta, essendo stato introdotto da Adidas e FIFA per il Mondiale 2022 in Qatar e successivamente utilizzato agli Europei 2024 e nel Mondiale per Club 2025. Durante questa edizione del torneo, la tecnologia aveva già avuto un ruolo nella fase a gironi, confermando la validità di un gol di Svanberg nella partita tra Svezia e Tunisia.
La Croazia era passata in vantaggio con Ivan Perisic, prima del pareggio di Cristiano Ronaldo su rigore. Nel recupero, Gonçalo Ramos ha segnato il gol del 2-1 che sembrava chiudere la partita, ma al 103′ Gvardiol ha trovato la rete del 2-2 che avrebbe portato la gara ai tempi supplementari. Mentre i croati festeggiavano, l’arbitro Eskas è stato richiamato al monitor, e il gol è stato annullato tra le proteste.
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Source: ilfattoquotidiano.it
