Il dibattito sulla panchina azzurra
La rinuncia di Andrea Pirlo alla panchina della nazionale italiana ha scatenato un acceso dibattito. Il ministro per lo sport, Andrea Abodi, ha definito la situazione una “brutta figura”, esprimendo il desiderio di una maggiore tempestività e comunione di intenti. Queste dichiarazioni sono state rilasciate a Piacenza, a margine della presentazione dell’Hub Rete.
La valutazione di Abodi ha provocato una replica da parte del presidente della FIGC, Giovanni Malagò, il quale ha ribattuto: “Bisogna vedere chi l’ha fatta la brutta figura”. Malagò ha poi sottolineato i suoi buoni rapporti attuali con Abodi, pur esprimendo perplessità riguardo alle critiche provenienti dal mondo politico.
Abodi ha controreplicato affermando di non essere abituato a stilare classifiche sulle “brutte figure” e ha precisato di non aver indicato responsabili specifici. Ha inoltre dichiarato di non voler partecipare al “gioco di società sul ct”.
Reazioni e possibili candidati
Nel contesto di questa controversia, è intervenuto anche l’ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov, esprimendo “sincera e umana solidarietà” ad Andrea Pirlo. Questa presa di posizione ha ulteriormente alimentato il dibattito, con Carlo Calenda che ha suggerito di chiudere la discussione sull’opportunità di nominare un allenatore “pagato dai russi”.
Opinioni contrastanti sono emerse anche da altre figure politiche. Caterina Morace, ex CT dell’Italia femminile e eurodeputata del M5s, ha definito la vicenda Pirlo “surreale”, interrogandosi sulla disparità di indignazione rispetto a chi ha mantenuto rapporti sportivi con Israele. Di parere opposto Pina Picierno, europarlamentare di Spazio Pubblico, che ha accolto con soddisfazione la scelta di non nominare Pirlo, considerandola “giusta e doverosa” data la sua partecipazione a iniziative percepite come normalizzazione del regime di Putin. Anche Alessandro Di Battista ha commentato la situazione sui social, definendola “oscena” e attribuendola alla russofobia.

Se la nomina di Pirlo non dovesse concretizzarsi, la ricerca di un nuovo commissario tecnico diventerebbe una priorità. Dopo i tentativi per Guardiola e Ancelotti, i nomi di Antonio Conte e Roberto Mancini rimangono tra i principali candidati. La situazione attuale potrebbe avere conseguenze sulla nuova struttura federale.
Profili tecnici e tattici
Per quanto riguarda Roberto Mancini, il presidente Malagò ha un rapporto speciale con l’attuale CT campione d’Europa. Mancini, che avrebbe accettato un contratto quadriennale con un ingaggio di due milioni a stagione, non ha gradito essere escluso dalle trattative recenti. Il suo modulo preferito sarebbe il 4-3-3, con una possibile formazione che includerebbe Donnarumma; Di Lorenzo, Bonucci, Chiellini, Spinazzola; Barella, Jorginho, Verratti; Chiesa, Immobile, Insigne. Potrebbe anche sorprendere con giovani talenti come Zaniolo e Pafundi.
Il profilo di Antonio Conte è più complesso. Nonostante non sia stato contattato, ha ricevuto altre offerte, anche dall’Arabia Saudita. Non avrebbe accettato un ingaggio di due milioni, avendo guadagnato tra quattro e cinque milioni nel biennio 2014-16 e tra otto e nove milioni al Napoli. Conte si definisce “pragmatico” e la sua storia tattica include il 3-5-2 con la Juventus e il 4-3-3/4-1-4-1 con il Napoli. Potrebbe schierare una linea difensiva con Mancini, Bastoni e Calafiori, con Palestra e Dimarco sugli esterni, e Barella-Tonali a centrocampo. In attacco, Esposito e Kean sarebbero sicuri, con la terza maglia contesa tra una soluzione più offensiva come Vergara e una più equilibrata come Politano.
Non è certo che tecnici di alto livello come Conte e Mancini accettino di essere considerati seconde scelte dopo Pirlo, specialmente con Paolo Maldini come direttore tecnico. Pertanto, altre possibilità come Pioli, Palladino o altri giovani tecnici che corrispondano all’identikit originale di Maldini potrebbero essere prese in considerazione. La decisione finale è attesa a breve.
Source: ansa.it
