Conte: alla nazionale serve un progetto condiviso senza riserve

Conte: 'Al ct azzurro serve progetto senza se e senza ma'
Conte: 'Al ct azzurro serve progetto senza se e senza ma'

Conte riflette sul futuro della Nazionale

Antonio Conte, ex commissario tecnico della Nazionale italiana, ha espresso il suo punto di vista sulla scelta del prossimo allenatore azzurro, sottolineando l’importanza di un progetto condiviso. Ha dichiarato di non essere stato contattato dalla nuova dirigenza della FIGC, composta dal presidente Giovanni Malagò e dal direttore tecnico Paolo Maldini. Conte ha affermato di godere del suo periodo di riposo e di dedicarsi alla famiglia, dopo due anni intensi e gratificanti trascorsi a Napoli.

L’ex CT, che ha guidato la Nazionale tra il 2014 e il 2016, ha evidenziato che la decisione sul nuovo allenatore deve essere pienamente supportata da entrambe le parti, senza riserve. Ha elogiato le figure di Malagò e Maldini, riconoscendo il loro valore e la loro esperienza nel mondo dello sport. Malagò è noto per il suo operato alla guida del CONI, mentre Maldini è considerato uno dei più forti difensori italiani di sempre e ha dimostrato le sue capacità anche come dirigente del Milan.

Conte ha partecipato come ospite a Dazn in occasione della finale dei Mondiali, dove ha condiviso le sue riflessioni. Ha ribadito che l’esperienza come CT è stata molto positiva, ricordando il forte legame creato con la squadra durante gli Europei del 2016. Ha espresso il desiderio che nella Nazionale torni un senso di appartenenza, in modo che la convocazione non sia vista come un problema dai club.

L’esperienza a Napoli e il senso di appartenenza

Riguardo al suo recente passato, Conte ha descritto le due stagioni a Napoli come «splendide annate» che lo hanno arricchito a livello umano e gli hanno procurato grande gioia e soddisfazione. Ha sottolineato quanto la città e il club gli abbiano dato. Attualmente, Conte si dichiara sereno e tranquillo, godendosi le vacanze e osservando il calcio da spettatore, in attesa di eventuali sviluppi futuri.

L’ex tecnico ha anche commentato la mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale per la terza volta, definendola una «impresa al contrario» data la tradizione calcistica del paese. Ha espresso l’auspicio che le cose possano cambiare in futuro. La sua indicazione di una scelta condivisa per il CT suggerisce che Conte, pur non escludendo un ritorno in azzurro, al momento non è in trattative dirette con la federazione.

Durante la sua partecipazione a Dazn, Conte ha anche analizzato la finale dei Mondiali tra Spagna e Argentina, affermando che le quattro squadre arrivate alle fasi finali erano quelle che si aspettava, descrivendole come molto forti. Ha notato come la Spagna si avvicini di più a una squadra di club per il suo modo di giocare. Ha elogiato il tecnico dell’Argentina, Scaloni, per la sua capacità di creare empatia, e ha osservato la serenità del tecnico spagnolo de La Fuente.

Immagine di Antonio Conte alla Nazionale. Gli stivali sul campo che servono per Hormuz
Immagine di Antonio Conte alla Nazionale. Gli stivali sul campo che servono per Hormuz Credit: ilfoglio.it

Le voci sul possibile ritorno in Nazionale

Nonostante le dichiarazioni di Conte, il suo nome continua a essere menzionato in relazione alla panchina azzurra. Alcuni sostenitori e commentatori hanno espresso il desiderio di vederlo nuovamente alla guida della Nazionale. Diverse lettere inviate a un direttore di giornale hanno manifestato un forte appello per la sua nomina come nuovo allenatore della Nazionale di calcio.

Queste manifestazioni di supporto riflettono un diffuso apprezzamento per il lavoro svolto da Conte in passato con la maglia azzurra e la speranza che possa riportare la squadra a livelli di eccellenza. La sua visione di un progetto chiaro e condiviso, senza compromessi, è un elemento che molti ritengono fondamentale per il rilancio del calcio italiano. La dirigenza della FIGC, con Malagò e Maldini, avrà l’ultima parola sulla scelta del CT, e la condivisione sarà un fattore chiave.

Conte ha anche commentato la prestazione di Tuchel, valutando positivamente il suo percorso e suggerendo che la sua squadra avrebbe potuto giocare la finale. Ha sottolineato come un allenatore possa influenzare gli equilibri di una partita, difendendo Tuchel dalle critiche e affermando che non è un allenatore difensivista, ma che la pressione nelle nazionali è molto elevata.

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Source: ansa.it

di Luca Bianchi

Redattore sportivo

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