De la Fuente: Yamal sta bene, importante essere in grado di vincere la finale

Mondiali: de la Fuente, 'Yamal sta bene, importante essere in grado di vincere'
Mondiali: de la Fuente, 'Yamal sta bene, importante essere in grado di vincere'

Verso la finale mondiale

Il commissario tecnico della Spagna, Luis de la Fuente, ha espresso la sua fiducia in vista della finale della Coppa del Mondo contro l’Argentina. Il tecnico ha sottolineato l’importanza di essere in grado di vincere, pur accettando l’idea di raggiungere la finale anche se dovesse significare perderla. Ha evidenziato che la squadra si godrà il momento, forte delle proprie qualità, contro un avversario che ha avuto un percorso definito spettacolare. De la Fuente prevede un grande spettacolo, con due squadre fantastiche e molto simili tra loro, ciascuna delle quali cercherà di portare la partita sul terreno a lei più congeniale.

Riguardo alle condizioni fisiche dei suoi giocatori, de la Fuente ha confermato che Lamine Yamal “sta bene” ed è “in perfetta forma fisica”. Questo rassicura sulla disponibilità di uno dei giovani talenti della squadra per l’importante appuntamento.

Strategie e consigli per la partita

Il tecnico spagnolo ha condiviso un aneddoto risalente a oltre vent’anni fa, quando allenava le giovanili del Siviglia. Ha ricordato di essere stato avvertito riguardo a un giovane Messi. Nonostante avesse assegnato un ragazzo alla marcatura di Messi, la strategia dovette cambiare dopo che il marcatore fu ammonito sul punteggio di 0-0 al 70° minuto, portando a quattro gol di Messi in quindici minuti. Questo episodio, ha spiegato de la Fuente, non implica una marcatura a uomo su Messi nella finale attuale, ma sottolinea la necessità di prestare un’attenzione speciale nei suoi confronti. Ha anche elogiato Messi come esempio per i giovani sportivi, per il suo atteggiamento e comportamento in questo mondiale.

In preparazione alla finale, de la Fuente ha cercato consigli da Vicente del Bosque, il commissario tecnico campione del mondo nel 2010. Ha descritto del Bosque come “un saggio del calcio” che ha già vissuto situazioni simili, rendendolo la persona più adatta a fornire consigli. Ha inoltre parlato di Lionel Scaloni, attuale selezionatore dell’Argentina, definendolo un suo ex allievo e un amico. De la Fuente ha evidenziato che lui e Scaloni condividono concetti, valori e principi che animano entrambe le squadre.

Il percorso di de la Fuente e la filosofia della squadra

Il percorso di Luis de la Fuente alla guida della Spagna è caratterizzato da una lunga esperienza nelle panchine giovanili, con successi ottenuti con le squadre Under 18, Under 19 e Under 21, oltre a un argento olimpico a Tokyo. La sua nomina alla guida della nazionale maggiore è avvenuta dopo il fallimento di Luis Enrique in Qatar. Questa scelta, inizialmente considerata senza prospettive da alcuni in Spagna, ha portato a risultati significativi, tra cui due finali di Nations League (una vinta), la vittoria dell’Europeo e ora la finale mondiale. Il bilancio complessivo del tecnico è di tre partite vinte su quattro e solo due sconfitte.

De la Fuente ha espresso felicità e orgoglio nel dirigere professionisti come quelli attuali, sottolineando la fedeltà all’idea iniziale che ha guidato la squadra per quasi quattro anni. Ha menzionato la vittoria contro la Francia, una delle migliori squadre al mondo, come prova della forza della sua squadra. Tra i fedelissimi del tecnico figurano giocatori come Oyarzabal, Unai Simon, Pedri, Merino e Fabian Ruiz. Ha anche avuto il coraggio di lanciare molti giovani talenti, tra cui le “stelline” Yamal e Nico Williams, oltre al diciannovenne Cubarsì. Il tecnico ha dimostrato la sua volontà di innovare, cambiando dieci giocatori su ventisei tra l’Europeo e il Mondiale, ottenendo tredici vittorie e un pareggio in quattordici partite.

La filosofia di de la Fuente si basa sull’idea che il “noi” venga prima dell’“io”. Il tecnico ammira gli scritti dell’imperatore filosofo Marco Aurelio, citando la sua massima: “Ciò che è dannoso per l’alveare è dannoso anche per l’ape”. Questo principio guida la squadra, che deve pensare come un gruppo unito. Questa mentalità ha funzionato bene per la nazionale spagnola, che ora si prepara per l’ultimo passo verso la gloria mondiale con serenità e lucidità nei momenti chiave.

Un retroscena del 2024, riportato da Il Giornale, rivela che il Milan avrebbe sondato Luis de la Fuente per la successione di Stefano Pioli. Tuttavia, il tecnico spagnolo ha preferito rimanere alla guida della Roja, con cui ha poi vinto l’Europeo nello stesso anno. Il Milan era interessato al suo stile di gioco e alla sua capacità di valorizzare i giovani talenti.

Read Also

Source: ansa.it

di Luca Bianchi

Redattore sportivo

Related Post