Fifa mantiene la posizione sul piano di investimento
La Fifa ha annunciato l’intenzione di proseguire con la consultazione, definita “aperta e democratica”, con gli stakeholder riguardo a un piano di investimenti privati. Questa decisione arriva nonostante le critiche ricevute, in particolare dall’Uefa. La federazione calcistica mondiale ha dichiarato che il suo piano di consultazione è stato interrotto da notizie di stampa non corrette e che intende andare avanti per assicurare a tutti la possibilità di esprimere il proprio voto basandosi sui fatti.
Le critiche si sono concentrate su un progetto che prevede una forma di privatizzazione della Coppa del Mondo, con l’ipotesi di una cessione commerciale a fondi privati di quote del maggiore torneo calcistico mondiale. Questa iniziativa ha suscitato una forte opposizione da parte dell’Uefa e delle principali federazioni europee, incluse quelle britanniche.
Dimissioni e opposizione al piano
In un contesto di crescente dissenso, Carlos Cordeiro, senior advisor del presidente della Fifa Gianni Infantino, si è dimesso dal suo incarico. Cordeiro ha espresso la sua opposizione al piano di private equity sul Mondiale, definendolo un “cattivo affare per il calcio”. Ha dichiarato di non poter assistere mentre la Fifa considera la vendita di una quota del Mondiale e ha sottolineato di non essere stato coinvolto nella proposta.
L’ex banchiere di Goldman Sachs e già presidente della Federazione calcistica statunitense ha affermato che il piano è dannoso per le federazioni membri della Fifa, per il calcio in generale e per il futuro a lungo termine dello sport. Cordeiro ha inoltre messo in discussione la necessità per la Fifa di raccogliere 4,2 miliardi di dollari vendendo parte del suo “asset più prezioso”, considerando che l’organizzazione dispone di riserve miliardarie e non ha debiti. Ha evidenziato che Infantino stesso aveva menzionato ricavi per 15 miliardi di dollari generati tra il 2022 e il 2026, suggerendo che la Fifa avesse già le risorse finanziarie per supportare le federazioni membri.
Le dimissioni di Cordeiro giungono in un momento in cui le 211 federazioni della Fifa sono sotto pressione per prendere una decisione sulla proposta entro il 19 settembre. L’Uefa, la Concacaf (Confederazione centroamericana) e l’Afc (Confederazione asiatica) hanno già respinto il piano. Le 55 federazioni europee hanno anche minacciato un boicottaggio delle competizioni Fifa, inclusi i Mondiali di ogni livello, anche per club.
Al contrario, la confederazione africana (Caf) ha suggerito alle sue 54 federazioni nazionali di valutare la proposta in modo favorevole. La Conmebol (Confederazione sudamericana), guidata dal presidente Alejandro Domínguez, ha mantenuto una posizione più defilata, con la speranza di un ampliamento del Mondiale 2030 a 64 squadre, il che permetterebbe più partite nel continente sudamericano, dato che l’edizione del centenario si terrà formalmente in Spagna, Portogallo e Marocco, con alcune gare previste in Uruguay, Argentina e Paraguay.
Reazioni politiche e possibili boicottaggi
Il primo ministro laburista britannico, Andy Burnham, ha criticato duramente Gianni Infantino, definendolo “l’uomo sbagliato” per la presidenza della Fifa. Burnham ha etichettato il piano di Infantino come “oltraggioso”, sottolineando che la Coppa del Mondo “non è un prodotto” e che “il calcio non appartiene agli investitori, bensì a chi riempie gli spalti giorno dopo giorno”.
La minaccia di boicottaggio da parte dell’Uefa potrebbe avere un impatto su diverse competizioni Fifa. Il Mondiale Under 20 femminile, in programma in Polonia dal 5 al 27 settembre 2026, è tra i primi eventi a rischio. Le squadre europee qualificate per questo torneo includono Inghilterra, Portogallo, Francia, Spagna e Italia. Anche il Mondiale Under 17 femminile, previsto in Marocco dal 17 ottobre al 7 novembre, potrebbe essere interessato, con squadre europee come Francia, Inghilterra, Norvegia, Polonia, Germania e Spagna già qualificate.
Altre competizioni a rischio includono la Women’s Champions Cup, prevista per gennaio 2027, e il Mondiale femminile che si terrà in Brasile dal 24 giugno al 25 luglio 2027. Il Mondiale Under 17 maschile, in programma in Qatar tra novembre e dicembre 2026, e il Mondiale Under 20 del 2027, previsto tra Azerbaigian e Uzbekistan, sono anch’essi sotto esame. Le 55 federazioni europee hanno stretto un accordo per contrastare le idee di Infantino, con l’obiettivo di spingere la Fifa ad abbandonare il progetto di privatizzazione. Il Mondiale per Club del 2029 è un altro evento che potrebbe essere influenzato da questa situazione.
Source: ansa.it
