Cresce il fronte del no al piano FIFA di apertura ai capitali privati

FIFA, Infantino sotto assedio: cresce il fronte del no al piano dei privati
FIFA, Infantino sotto assedio: cresce il fronte del no al piano dei privati

Il progetto FIFA e le prime reazioni

Il progetto del presidente FIFA, Gianni Infantino, di introdurre capitali privati nella gestione delle attività commerciali dell’organizzazione sta incontrando una crescente opposizione. L’iniziativa prevede la creazione della Fifa Forward Enterprise (FFE), una nuova società controllata dalla Federcalcio mondiale che dovrebbe raggruppare le attività commerciali e l’organizzazione degli eventi, permettendo l’ingresso di investitori esterni. Si stima che circa il 20% della società, valutata intorno ai 20 miliardi di dollari, potrebbe essere ceduto a investitori privati, con l’obiettivo di raccogliere fino a 4,2 miliardi di dollari entro la fine dell’anno.

La UEFA è stata tra le prime a esprimere una ferma contrarietà, dichiarando che il calcio «non è in vendita» e che un certo limite «non dovrebbe mai essere superato». L’organismo europeo sta valutando un possibile boicottaggio dei Mondiali e ha in programma una riunione d’emergenza con le sue 55 federazioni affiliate per discutere il piano di Infantino, che mira a raccogliere 20 miliardi di dollari. La UEFA ha inoltre appreso di una scadenza fissata dalla FIFA, il 19 settembre, per le federazioni per sostenere le proposte, con la promessa di un pagamento una tantum di 40 milioni di dollari per chi accetta.

L’opposizione si allarga

Le preoccupazioni riguardano la crescente commercializzazione del calcio, che potrebbe compromettere i suoi valori e creare un conflitto tra il ruolo regolatore della FIFA e gli interessi degli investitori privati. La Football Association inglese ha espresso «profonda preoccupazione» per l’ipotesi di cedere quote delle principali competizioni FIFA e ha dichiarato di non essere stata informata del progetto. Anche la Concacaf, la confederazione del Nord e Centro America, ha sollevato dubbi, contestando in particolare la mancanza di un regolare processo decisionale.

Il commissario europeo allo Sport, Glenn Micallef, ha attaccato il piano, avvertendo sui potenziali conflitti d’interesse quando i poteri normativi della FIFA si allineano agli interessi finanziari di entità private. Ha inoltre annunciato che la Commissione esaminerà le proposte anche sotto il profilo del diritto della concorrenza. Il primo ministro del Regno Unito, Andy Burnham, ha difeso la posizione della UEFA, affermando che «il calcio appartiene ai tifosi, non agli investitori».

Al coro delle critiche si sono unite anche le federazioni di Germania, Francia e Spagna. Hans-Joachim Watzke, vicepresidente della Federcalcio tedesca, ha definito il progetto un «attacco al calcio». Il presidente della Federcalcio francese, Philippe Diallo, ha denunciato la totale assenza di confronto con le federazioni su una riforma che inciderà sul futuro del calcio. Javier Tebas, numero uno della Liga, ha sostenuto che le competizioni FIFA «non sono proprietà personale di Infantino».

Coinvolgimento di investitori e rassicurazioni FIFA

L’operazione finanziaria è seguita dalla banca d’affari americana JPMorgan, con la FIFA che si avvale della consulenza di Greg Maffei. Il gruppo di investitori privati dovrebbe essere guidato da Thrive Eternal, un fondo americano di Joshua Kushner. La FIFA ha cercato di rassicurare, affermando che gli investitori privati deterranno solo una quota di minoranza nella FFE, senza avere alcun ruolo operativo, e che non investiranno nella FIFA stessa. Ha inoltre dichiarato che manterrà l’autorità esclusiva sulla governance del calcio, le competizioni, il calendario delle partite e tutte le decisioni regolamentari e sportive.

La FIFA ha promesso che i proventi della nuova società aumenteranno i finanziamenti per lo sviluppo del calcio. Per ciascuna delle 211 federazioni affiliate è previsto un versamento straordinario e facoltativo di 20 milioni di dollari da destinare a progetti speciali. Inoltre, i contributi annuali dovrebbero crescere dagli attuali 2 milioni a 5 milioni di dollari nel periodo 2027-2030. Questi investimenti, sommati ad altri programmi, potrebbero portare i finanziamenti complessivi oltre i 10 miliardi di dollari in quattro anni.

La UEFA ha ribadito la sua posizione, affermando che «l’anima e la governance del calcio non sono beni da svendere, soprattutto in assenza di trasparenza su chi ne tragga profitto finanziario». La confederazione europea ha concluso che «nessuno di noi è il proprietario del calcio. Non spetta alla FIFA venderlo».

Source: rainews.it

di Luca Bianchi

Redattore sportivo

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