La proposta della FIFA e la creazione della FFE
La FIFA ha rivelato un progetto per cedere una parte del valore della Coppa del Mondo a investitori privati. Questa iniziativa, anticipata da alcune testate e successivamente confermata dalla stessa federazione, prevede la costituzione di una nuova società commerciale denominata Fifa Forward Enterprise (FFE). L’obiettivo dichiarato è quello di riunire le attività commerciali e di organizzazione degli eventi della FIFA, con una quota di minoranza, circa il 20 per cento del valore, che verrebbe collocata tra investitori privati. Tra questi, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe esserci anche la famiglia Kushner, legata al genero di Trump.
La FIFA ha precisato che la FFE sarà controllata dalla federazione stessa, la quale manterrà l’autorità esclusiva sulla governance del calcio, le competizioni, il calendario delle partite e tutte le decisioni regolamentari e sportive. La FFE ha l’obiettivo di raccogliere fondi per finanziare lo sviluppo del calcio a livello globale. La FIFA ha inoltre sottolineato che gli investitori privati deterranno solo una quota di minoranza nella FFE, senza alcun ruolo operativo, e non investiranno direttamente nella FIFA.
Il lancio di questa nuova società è subordinato all’approvazione della maggioranza delle federazioni calcistiche e del consiglio FIFA. Se il progetto dovesse essere approvato, i proventi della FFE sarebbero destinati ad aumentare i finanziamenti per lo sviluppo del calcio. Si prevede che tutte le 211 federazioni affiliate riceveranno benefici immediati sotto forma di maggiori finanziamenti, inclusa una somma opzionale di 20 milioni di dollari per ciascuna federazione destinata a progetti speciali.
Le reazioni e le preoccupazioni
La proposta della FIFA ha generato una reazione immediata e decisa da parte dell’UEFA, che ha espresso forte preoccupazione. L’UEFA ha dichiarato di considerare l’operazione come un superamento di un limite che le istituzioni che governano il calcio non dovrebbero mai oltrepassare. La confederazione europea ha invitato tutte le federazioni nazionali e i portatori di interesse, inclusi leghe, club, calciatori, tifosi e governi, a prendere una posizione contraria. L’UEFA ha ribadito che l’anima e la gestione del calcio non sono beni da negoziare o svendere, specialmente in assenza di trasparenza su chi trarrebbe vantaggio finanziario da tali operazioni.
Anche Gabriele Gravina, vice presidente dell’UEFA, ha criticato l’idea, affermando che il calcio non può essere ridotto a un affare privato e che l’equilibrio tra calcio spettacolo e passione popolare rischia di essere compromesso da una visione puramente affaristica. Il premier britannico Andy Burnham ha anch’esso attaccato la proposta, sostenendo che il calcio appartiene ai tifosi e che la Coppa del Mondo non è un prodotto da svendere.
Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha difeso l’iniziativa, affermando che il calcio è lo sport più popolare al mondo e un motore straordinario di sviluppo umano e sociale. Ha aggiunto che il compito della FIFA è garantire che il calcio cresca in modo sostenibile e inclusivo in ogni angolo del mondo.
Possibili implicazioni future
Una delle ipotesi emerse è la possibilità di un aumento della frequenza della Coppa del Mondo, con edizioni che potrebbero tenersi ogni due anni anziché ogni quattro. Questa modifica, insieme a un potenziale aumento del numero di finaliste, mirerebbe a massimizzare i dividendi per gli investitori.
Secondo alcune anticipazioni, le federazioni potrebbero ricevere quote da 20 milioni di dollari nella FFE, con la possibilità di mantenere o vendere queste azioni. Questo scenario solleva il rischio che alcune federazioni, meno abbienti, possano decidere di vendere le proprie quote, portando la gestione della Coppa del Mondo sempre più nelle mani di fondi privati. Il progetto è stato anticipato dal Financial Times e dal Times.
La FIFA, sotto la guida di Infantino, prevede di generare almeno 13 miliardi di dollari di entrate nel ciclo quadriennale in corso, un aumento rispetto ai 7,6 miliardi di dollari incassati nel quadriennio precedente. Questi ricavi sono spinti principalmente dal successo del Mondiale 2026. La federazione ha anche rilanciato il Mondiale per club, ampliato a 32 squadre, e sta valutando ulteriori espansioni, inclusa l’ipotesi di portare il Mondiale per nazionali da 48 a 64 partecipanti.
La creazione di una struttura commerciale separata non è una novità assoluta nel mondo del calcio, con alcune grandi leghe europee che hanno già aperto il capitale a investitori esterni per valorizzare i propri asset commerciali. La decisione finale sul mega progetto di Infantino spetterà alle federazioni nazionali.
Source: gazzetta.it
