Roberto Mancini è stato ufficialmente nominato nuovo commissario tecnico della Nazionale Italiana, con Claudio Ranieri che assume il ruolo di direttore tecnico e presidente del Club Italia. L’annuncio è stato dato dal presidente della FIGC, Giovanni Malagò, al termine del Consiglio federale.
Malagò ha sottolineato che la scelta di Mancini è stata condivisa con Ranieri, evidenziando l’importanza di avere una figura come direttore tecnico per supportare il processo decisionale. Entrambi si sono dimostrati disponibili sugli aspetti economici, mostrando sensibilità verso il budget federale.
Il ritorno di Mancini e il ruolo di Ranieri
Il ritorno di Mancini sulla panchina azzurra avviene a 1081 giorni dalle sue dimissioni. La sua precedente avventura con la Nazionale, iniziata nel 2018, è stata caratterizzata da un record di imbattibilità e dal trionfo all’Europeo, ma anche dalla mancata qualificazione a un Mondiale e dal successivo addio per allenare in Arabia Saudita e Qatar. L’ultima partita di Mancini come CT è stata la finale per il terzo posto della Nations League il 18 giugno 2023, dove l’Italia ha battuto l’Olanda per 3-2 con reti di Dimarco, Frattesi e Chiesa.
Claudio Ranieri, che ricoprirà il ruolo di direttore tecnico e presidente del Club Italia, aveva già espresso il suo entusiasmo per un possibile incarico con la Nazionale in un’intervista rilasciata l’11 maggio. In quell’occasione, aveva dichiarato che “quando l’azzurro chiama devi rispondere sì e basta”, un sentimento che ora si concretizza con la sua nomina.
La conferenza stampa di presentazione di Mancini e Ranieri è prevista per domani alle ore 18. Malagò ha anche menzionato la ricerca di una terza figura che entro la fine della settimana assumerà il ruolo di dirigente delle squadre nazionali e coordinatore delle nazionali giovanili, un ruolo che in passato è stato ricoperto da Gigi Riva.
Le vicende precedenti e le dimissioni di Maldini
La nomina di Mancini e Ranieri segue un periodo di intense discussioni e cambiamenti all’interno della FIGC. Inizialmente, Paolo Maldini era stato nominato direttore tecnico l’11 luglio, con l’obiettivo di innovare il calcio italiano. Tuttavia, i rapporti tra Maldini e la Federcalcio si sono interrotti dopo appena due settimane.
Maldini e il suo collaboratore Leonardo si sono dimessi dai loro ruoli. La decisione è maturata a seguito di divergenze sulla scelta del nuovo allenatore. Maldini aveva proposto Andrea Pirlo, suo ex compagno al Milan, ma la candidatura di Pirlo è stata scartata da Malagò a causa delle critiche legate al suo contratto di sponsorizzazione con Fonbet, una società di scommesse sportive russa.

Secondo quanto riportato, Malagò ha definito la separazione con Maldini e Leonardo avvenuta in “assoluta e serena consensualità”, sebbene le ricostruzioni dei media indicassero discussioni più complesse. Malagò ha ribadito che la sua posizione sul caso Pirlo era chiara e che la scelta di non approvare la sua candidatura è stata una “valutazione di opportunità”.
La Nazionale maschile era senza allenatore da aprile, dopo le dimissioni di Gennaro Gattuso in seguito alla sconfitta contro la Bosnia Erzegovina e la mancata qualificazione ai Mondiali. Dopo l’eliminazione, anche Gabriele Gravina, precedente presidente della FIGC, si era dimesso. Malagò è diventato il nuovo presidente della FIGC a fine giugno, dopo essere stato presidente del CONI.
La nomina di Maldini era stata inizialmente accolta con entusiasmo, vista come un segnale di cambiamento per il calcio italiano. Tuttavia, le divergenze sulla gestione della scelta dell’allenatore hanno portato alle sue dimissioni. Malagò ha confermato che le scuse di Roberto Mancini riguardo al suo passato sono state un presupposto importante per la sua nuova nomina.
Il presidente della Lega Dilettanti, Giancarlo Abete, ha definito Mancini “un tecnico di qualità” e ha espresso la sua convinzione che la scelta sia stata fatta in sintonia con il direttore tecnico. Renzo Ulivieri, presidente dell’Assoallenatori, ha anch’egli ritenuto Mancini la scelta giusta per la Nazionale. Domani, Malagò sarà in Senato per un’audizione davanti alla commissione Cultura, che sta esaminando il disegno di legge sulla riforma del sistema calcio.
Source: sport.sky.it
