La Spagna si prepara alla finale mondiale con una striscia di imbattibilità

L’invincibile armata: ai Mondiali la Spagna sogna, è imbattuta da 37 partite e ha preso un gol - La Stampa
L’invincibile armata: ai Mondiali la Spagna sogna, è imbattuta da 37 partite e ha preso un gol - La Stampa

La marcia della Spagna verso la finale

La Spagna si avvicina alla finale del Mondiale come campione d’Europa in carica, un traguardo raggiunto in passato solo da altre due nazionali: l’Italia nel 1970 e la Germania Ovest nel 1974 e nel 1982. Questa è la settima finale in un grande torneo per la Roja, che ha trionfato in sei delle occasioni precedenti. Il percorso della squadra è stato caratterizzato da una notevole solidità, pur avendo affrontato momenti di difficoltà, specialmente nelle fasi iniziali del torneo.

I dati di questo Mondiale evidenziano la capacità della squadra di De la Fuente di controllare le partite, con una media di quasi il 64% di possesso palla. La difesa ha concesso un totale di appena 2,15 gol attesi, circa 0,31 a partita. Nonostante Unai Simon e la difesa non siano stati costretti a interventi eccezionali, il loro controllo del gioco ha permesso alla Spagna di subire un solo gol, stabilendo un nuovo record di imbattibilità ai Mondiali e avvicinandosi al record per un singolo torneo.

Se la Roja dovesse mantenere la porta inviolata anche nella finale, diventerebbe la decima squadra a concedere al massimo una rete in un’edizione del Mondiale. Attualmente, è l’unica squadra ad essere avanzata oltre i quarti di finale con questo dato. La Svizzera è l’unica nazionale ad aver raggiunto questo risultato due volte, tra il 2006 e il 2010, subendo un solo gol ma senza superare gli ottavi nella prima occasione e il girone nella seconda.

L’imbattibilità e i protagonisti

Nonostante un Mondiale meno brillante per Yamal e Nico Williams, che due anni fa furono decisivi per il successo continentale della Spagna, la squadra ha soddisfatto le aspettative e ha la possibilità di concludere il secondo grande torneo consecutivo senza sconfitte. Nelle 14 partite disputate tra Euro 2024 e questo Mondiale, l’unico risultato non vincente è stato lo 0-0 all’esordio nordamericano contro Capo Verde. Questa non è la prima volta che la Spagna affronta un inizio difficile in Coppa del Mondo per poi arrivare fino in fondo; nel 2010, la squadra iniziò la sua campagna vincente con una sconfitta contro la Svizzera, con il gol di Gelson Fernandes, di origini capoverdiane.

L’imbattibilità della Spagna si estende oltre i grandi tornei: considerando tutte le partite giocate, la Roja non perde da 37 sfide, eguagliando così la migliore striscia della storia per una nazionale, detenuta dall’Italia di Mancini. Il tecnico De la Fuente può contare su alcuni giocatori chiave per questi successi. Tra questi spiccano i due attaccanti: il titolare Oyarzabal, che ha segnato 18 gol nelle ultime 20 uscite con la maglia della nazionale, e la riserva Merino, autore di due reti decisive nella fase a eliminazione diretta di questo Mondiale, pur avendo giocato solo 40 minuti.

Un altro elemento importante per la squadra è Fabian Ruiz. Nelle 49 partite in cui il centrocampista del PSG ha difeso i colori della Spagna, la Roja non ha mai perso. La sua presenza in campo, a discapito di Pedri, potrebbe anche essere influenzata da una certa scaramanzia da parte di De la Fuente, oltre che dalle sue prestazioni.

La Spagna affronta le sfide e impara a vincere

Il percorso della Spagna in questo Mondiale ha dimostrato la sua capacità di vincere anche quando non riesce ad essere dominante per tutti i novanta minuti. Le recenti partite hanno messo in luce questa evoluzione. La sfida contro il Portogallo, risolta nel finale da Mikel Merino, ha costretto la squadra a una partita più combattuta. Anche il Belgio ha creato difficoltà, interrompendo la serie di porte inviolate e mostrando che la squadra può perdere ordine, arrivando vicina al disastro. La vittoria per 2-1 nei quarti contro il Belgio è arrivata con un gol di Merino all’88esimo minuto, favorito anche da un errore del portiere di riserva belga, un risultato che non ha rappresentato una dimostrazione di onnipotenza.

I Mondiali raramente vengono vinti dalla squadra che domina ogni partita dal primo all’ultimo minuto; spesso, a prevalere è la squadra che possiede più modi per rimanere in gioco. La Spagna ha dimostrato di avere questa versatilità. Può dominare attraverso il possesso palla, come ha fatto per gran parte del torneo, ma ha anche imparato che il possesso non deve essere una religione. La squadra sa accelerare sulle fasce, pressare, attaccare la profondità e utilizzare il gioco aereo. Non entra in crisi quando una partita prende una direzione inaspettata.

Merino è diventato un simbolo di questa trasformazione, un giocatore che interviene quando gli altri sono stanchi, segnando gol decisivi contro il Portogallo e il Belgio a pochi giorni di distanza. La Francia, con Kylian Mbappé, rappresenta ora l’avversario più impegnativo, cercando la terza finale mondiale consecutiva. La Francia può lasciare il pallone agli spagnoli e difendersi in modo compatto, attaccando poi gli spazi alle spalle dei terzini. La Spagna ha superato diverse prove: il 3-0 all’Austria ha confermato la sua superiorità, l’1-0 al Portogallo le ha insegnato a sopravvivere a una partita bloccata, e il 2-1 al Belgio ha mostrato che può incassare il primo gol del Mondiale senza perdere lucidità. Queste tre vittorie diverse sono più significative di tre esibizioni identiche, dimostrando che la squadra può soffrire, sbagliare e concedere un gol, ma vincere comunque, come accaduto nel 2010.

Immagine di Il Mondiale ha tolto alla Spagna l’aura dell’invincibilità, ma le ha consegnato qualcosa di più utile
Immagine di Il Mondiale ha tolto alla Spagna l’aura dell’invincibilità, ma le ha consegnato qualcosa di più utile Credit: ilfoglio.it

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Source: rsi.ch

di Luca Bianchi

Redattore sportivo

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