Roma: Il caso Pirlo e i legami con sponsor russi potrebbero influenzare la nomina a CT

Maldini sta con Pirlo: se Andrea salta, valuta il passo indietro - La Gazzetta dello Sport
Maldini sta con Pirlo: se Andrea salta, valuta il passo indietro - La Gazzetta dello Sport

La possibile nomina di Andrea Pirlo a commissario tecnico della Nazionale ha generato un dibattito acceso, coinvolgendo stampa, politica e ambienti federali. Le discussioni vertono su diversi fattori, tra cui l’esperienza di Pirlo come allenatore, i suoi legami con lo sponsor russo Fonbet e questioni relative a familiari nel settore degli agenti sportivi.

Sul fronte sportivo, si sollevano dubbi sulla sua capacità di guidare una squadra nazionale e di gestire uno spogliatoio complesso. Nonostante il suo prestigio come ex campione, la sua autorevolezza e leadership come tecnico sono ancora oggetto di verifica, specialmente in un contesto in cui la Nazionale necessita di una figura ampiamente riconosciuta.

Le polemiche sui legami con la Russia

Un elemento che ha complicato il quadro è il caso Fonbet, un bookmaker russo di cui Pirlo è stato o è testimonial. In un periodo di particolare sensibilità politica riguardo ai rapporti con la Russia, questa collaborazione è stata percepita da molti come fonte di imbarazzo istituzionale, trasformandosi in una polemica pubblica sulla sua idoneità come possibile CT azzurro. I legami di Pirlo con Fonbet e con l’oligarca Sergey Lomakin, attuale presidente dello United Fc, hanno suscitato un caso nazionale.

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, e diversi esponenti dell’opposizione hanno espresso perplessità o contrarietà riguardo al nome di Pirlo. Tuttavia, il generale Roberto Vannacci, fondatore di Futuro Nazionale, ha sostenuto che la scelta non dovrebbe dipendere dagli affari di Pirlo con agenzie russe, affermando che cultura, arte e sport dovrebbero rimanere al di fuori della politica e delle relazioni internazionali. Ha espresso solidarietà a Pirlo, non vedendo una questione etica.

Anche un deputato del suo partito, Domenico Furgiuele, ha criticato gli “attacchi ideologici” a Pirlo, sostenendo che merita di essere CT e sollecitando la FIGC a non cercare tecnici stranieri per la Nazionale. Al contrario, il Codacons ha annunciato un ricorso al TAR del Lazio e un esposto all’Autorità per le Comunicazioni, qualora Pirlo venisse nominato, citando una presunta incompatibilità e violazione del divieto di pubblicità alle scommesse.

Il ruolo di Maldini e Leonardo

Il direttore tecnico Paolo Maldini e l’advisor Leonardo avevano proposto Pirlo come unica scelta per il rilancio della Nazionale, puntando su un calcio moderno e un progetto a lungo termine. Maldini, che aveva accettato l’incarico con la condizione di poter scegliere il nuovo CT, sarebbe rimasto sorpreso dal polverone politico generato dalla situazione.

La presunta bocciatura “politica” di Pirlo potrebbe essere un pretesto per aggirare la scelta del direttore tecnico. Maldini aveva rifiutato altri nomi come Roberto Mancini o Antonio Conte, preferendo un allenatore orientato a un progetto a lungo termine. La figura di Leonardo potrebbe assumere un ruolo cruciale come mediatore in caso di ulteriori complicazioni.

I legali di Pirlo sostengono che l’accordo con la società russa sia legato al suo incarico nel club emiratino e che, con la fine di tale rapporto, cesserebbe anche il legame commerciale con Fonbet. La vicenda di Pirlo in Nazionale si presenta subito in salita, con una scelta che, da sportiva, è finita travolta da polemiche e divisioni politiche.

Source: gazzetta.it

di Luca Bianchi

Redattore sportivo

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