Indagine sugli arbitri e l’Inter
La Procura di Milano ha richiesto l’archiviazione per l’indagine che ha coinvolto Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e Serie B, e la società Inter. L’indagine riguardava presunte interferenze nelle designazioni arbitrali per alcune partite tra il 2025 e il 2026. Nonostante la richiesta di archiviazione, le intercettazioni telefoniche hanno rivelato un quadro di pressioni esercitate dal mondo Inter sulla classe arbitrale.
Secondo la Procura, sebbene siano state accertate singole interferenze, queste non avrebbero costituito un “sistema strutturato volto a interferire sulle nomine” e, di conseguenza, non sarebbero finalizzate alla frode sportiva. L’Inter era stata indagata per la legge 231 sulla responsabilità amministrativa degli enti, ma l’archiviazione per la società è una diretta conseguenza dell’esclusione del reato presupposto di frode sportiva.
Le intercettazioni e le presunte pressioni
Le intercettazioni telefoniche, che hanno avuto un ruolo centrale nell’indagine, descrivono un comportamento che solleva interrogativi sulla dirigenza nerazzurra. Una conversazione significativa risale a metà aprile 2025, tra Gianluca Rocchi e Riccardo Pinzani, dirigente dell’Aia addetto ai rapporti con le squadre. In vista della partita Bologna-Inter del 20 aprile, Pinzani avrebbe chiesto a Rocchi di comprendere le preferenze dell’Inter tra la partita di campionato e il derby di ritorno della semifinale di Coppa Italia, previsto per il 23 aprile.
La risposta di Rocchi è netta. Effettivamente, l’arbitro Andrea Colombo ha diretto la partita tra Bologna e Inter, che ha visto i nerazzurri perdere 1-0. La Procura ha attribuito il “loro” menzionato da Pinzani a “esponenti dell’Inter”.
Un’altra intercettazione tra Rocchi e Pinzani fa riferimento a un “Giorgio”, che secondo l’accusa potrebbe essere Giorgio Schenone, dirigente nerazzurro addetto ai rapporti con la classe arbitrale. La Procura ha evidenziato che Schenone avrebbe dovuto interfacciarsi con Andrea De Marco, addetto ai rapporti con i club per conto della Can (Commissione arbitri nazionale), e non direttamente con Rocchi.
In un’altra conversazione, Rocchi si è espresso in modo esplicito riguardo alle presunte pressioni dell’Inter. Parlando con il suo vice Andrea Gervasoni in relazione a Inter-Verona del 3 maggio 2025, Rocchi ha affermato che l’Inter esercita pressioni.
Le telefonate proseguono, e in riferimento alla partita Torino-Inter dell’ultimo campionato, Rocchi ha descritto l’Inter come “rompe il cazzo pesantemente”.
Prossimi passi e filoni d’indagine
La richiesta di archiviazione dovrà ora essere esaminata dal giudice per le indagini preliminari, che deciderà se accoglierla o respingerla. Nonostante l’archiviazione per il reato di frode sportiva, la Procura ha sottolineato che un “modo di agire del mondo Inter del tutto spregiudicato” è emerso dalle intercettazioni e sarà valutato dalla giustizia sportiva.
Almeno due episodi di singole interferenze, tra le quattro partite sotto esame, potrebbero avere rilevanza per la Procura federale. Inoltre, un filone d’indagine separato riguarda l’accusa a Rocchi di aver influenzato una decisione presa con il VAR durante la partita Udinese-Parma del 1° marzo 2025. Gli atti di questo filone sono stati trasmessi alla Procura di Monza, alla Procura federale della FIGC e alla Procura dello sport del CONI, che potrebbero considerare sanzioni disciplinari sportive.
L’indagine su Rocchi aveva inizialmente generato clamore, suggerendo un possibile sistema più ampio di condizionamenti nelle designazioni arbitrali e nelle decisioni in campo. Tuttavia, l’ipotesi di un “sistema strutturato” è stata accantonata, poiché gli elementi raccolti non sono stati ritenuti sufficienti per dimostrare il reato di frode sportiva in tribunale.
Le indagini hanno comunque evidenziato singole interferenze che, pur non configurando frode sportiva, delineano un quadro di pressioni che saranno oggetto di ulteriori valutazioni da parte degli organi di giustizia sportiva.
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Source: ilfattoquotidiano.it
