Maldini alla guida del Club Italia: una nuova struttura per la nazionale

Scelta dei ct, Leonardo e struttura come un club di Serie A, nasce l'Italia di Maldini - La Gazzetta dello Sport
Scelta dei ct, Leonardo e struttura come un club di Serie A, nasce l'Italia di Maldini - La Gazzetta dello Sport

Paolo Maldini assumerà un duplice incarico come direttore tecnico e presidente del Club Italia, un ruolo che mira a ristrutturare la nazionale con un approccio simile a quello di un club di Serie A. Questa nuova organizzazione è stata voluta dal presidente federale Giovanni Malagò, il quale ha espresso la convinzione che Maldini sia la persona giusta per supervisionare l’intero settore tecnico della FIGC, che include non solo la nazionale maggiore ma anche tutte le nazionali giovanili.

L’incarico di Maldini prevede un impegno di quattro anni, con l’obiettivo di raggiungere il prossimo Mondiale entro il 2030, passando per un Europeo. In questo percorso, Maldini sarà affiancato da Leonardo, che ricoprirà il ruolo di advisor. Malagò ha sottolineato la profonda stima per entrambi, considerandoli due facce della stessa medaglia, e ha evidenziato come il lavoro sia impegnativo e sfidante.

Un nuovo approccio per la nazionale

La nomina di Paolo Maldini e l’introduzione di Leonardo rappresentano una svolta significativa rispetto al passato. Tradizionalmente, il presidente del Club Italia coincideva con il numero uno della Federcalcio. Tuttavia, Malagò ha deciso di cambiare questa impostazione, ritenendo che negli ultimi anni si fosse rivelata poco vincente, soprattutto per quanto riguarda la nazionale maggiore. Questa modifica mira a dare una nuova impronta tecnica alla federazione, garantendo che i suggerimenti più appropriati provengano dalla componente sportiva.

Il nuovo assetto non modifica lo statuto federale, che prevede che sia il presidente federale a scegliere gli allenatori delle varie rappresentative previa consultazione con i vertici del CONI e il parere del Consiglio Federale. Tuttavia, nella sostanza, la decisione di Malagò è che una scelta così importante, che deve considerare numerosi aspetti tecnico-sportivi, debba essere condivisa con figure di comprovata competenza come Paolo Maldini e Leonardo. Già nel 2024, Gabriele Gravina aveva intuito questa direzione, creando una commissione tecnica con personalità come Marotta, Giuntoli, Marino e Sartori per un confronto costante sulla nazionale. La scelta di Maldini come DT e presidente del Club Italia è l’evoluzione di questa idea.

Il doppio ruolo di Maldini è stato pensato anche per evitare potenziali conflitti di interesse e per sfruttare al meglio le sue capacità di gestione. L’obiettivo è dotare l’Italia di una struttura simile a quella di un club, dove un presidente è a conoscenza di tutto ciò che accade e un direttore tecnico gestisce e ridefinisce anche ciò che va oltre la prima squadra. Insieme, Malagò, Maldini e Leonardo ridefiniranno tutti i commissari tecnici della filiera azzurra. I primi giorni saranno dedicati all’analisi delle situazioni di ogni rappresentativa, con l’intento di stabilire nuove linee guida per un lavoro coordinato e tecnicamente coerente.

Focus sulle giovanili e il percorso verso il Mondiale

Le giovanili rappresentano un punto chiave per Maldini e Malagò. Quest’ultimo ha recentemente sottolineato l’importanza dell’Under 21, evidenziando come la mancata qualificazione ai Giochi per quattro edizioni consecutive renda un ritorno molto prestigioso, anche per valorizzare i giovani talenti. Il nuovo direttore tecnico studierà la situazione e selezionerà i suoi collaboratori. Ci sono situazioni, anche contrattuali, che richiedono una risoluzione rapida e la ricerca di nuovi tecnici.

In questa fase iniziale, è probabile che Maldini si affidi alle competenze di figure esperte come Maurizio Viscidi, attuale coordinatore tecnico delle giovanili maschili, e ad altri collaboratori per le squadre femminili, il futsal e il beach soccer. Sia Maldini che Leonardo saranno spesso presenti a Coverciano, ma il loro contratto non prevede una sede fissa, consentendo loro di muoversi liberamente per comprendere e migliorare lo stato dell’arte. Tra i loro compiti rientra anche la raccolta di eventuali sfoghi di calciatori e allenatori per risolvere problematiche. Le responsabilità sono notevoli, ma la volontà di mettersi in gioco è ancora maggiore, con il sogno di un Mondiale e non solo.

La carriera di Paolo Maldini è stata caratterizzata da un forte senso di moralità, dovere, fedeltà ed etica, che lo hanno reso un’icona del calcio, come descritto da L’Équipe. La sua esperienza come dirigente al Milan gli ha fornito le competenze necessarie per affrontare questo nuovo ruolo. Malagò ha dichiarato che Maldini è sempre stato il suo obiettivo per sovrintendere il settore tecnico della FIGC, un ruolo che non si limita alla nazionale maggiore ma abbraccia l’intera filiera delle nazionali giovanili.

Maldini, nato a Milano il 26 giugno 1968, ha giocato contro leggende come Maradona, Platini, Zidane e Ronaldo, e al fianco di Franco Baresi, Weah, Gullit e Van Basten. Ha sempre indossato le maglie del Milan e della nazionale, debuttando in Serie A il 20 gennaio 1985 all’età di 16 anni e 208 giorni. Detiene il record di 902 presenze con il Milan, 647 presenze in Serie A con la stessa squadra e 139 presenze in Champions League con 8 finali disputate, oltre ad aver giocato 25 stagioni nel massimo campionato, come Francesco Totti. Ha anche il record assoluto di minuti giocati ai Mondiali, con 2216 minuti, pur non avendo mai vinto il titolo.

Tra i suoi successi, Maldini vanta 2 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa del Mondo per club, 5 Coppe dei Campioni/Champions League, 5 Supercoppe Europee, 7 scudetti, 1 Coppa Italia e 5 Supercoppe di Lega. Ha anche segnato il gol più veloce in una finale di Champions League, a 51,20 secondi. La sua ultima partita in azzurro risale al 2002. La sua famiglia, sia quella d’origine che quella che ha creato, è stata la sua stella polare, come ha raccontato alla Gazzetta dello Sport, indicando il 1996 e il 2001 come i suoi anni migliori per la nascita dei figli.

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Source: gazzetta.it

di Luca Bianchi

Redattore sportivo

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