L’Ecuador batte la Germania e avanza ai sedicesimi di finale

Storico Ecuador che batte la Germania e va ai 16esimi come la Costa d'Avorio
Storico Ecuador che batte la Germania e va ai 16esimi come la Costa d'Avorio

L’Ecuador ha compiuto un’impresa storica sconfiggendo la Germania per 2-1 e qualificandosi per i sedicesimi di finale del torneo. La partita, disputata al MetLife Stadium, ha visto i sudamericani rimontare lo svantaggio iniziale e assicurarsi un posto tra le migliori terze classificate del Gruppo E. Nonostante la sconfitta, la Germania ha mantenuto il primo posto nel girone.

Contemporaneamente, la Costa d’Avorio ha superato Curaçao per 2-0 a Filadelfia, garantendosi anch’essa l’accesso ai sedicesimi come seconda classificata del Gruppo E. La squadra di Curaçao, pur eliminata, ha conquistato la simpatia del pubblico.

La rimonta dell’Ecuador

La partita tra Ecuador e Germania è iniziata con un gol rapido di Leroy Sané per i tedeschi al 2′ minuto, su assist di Florian Wirtz. La rete è stata contestata dai giocatori ecuadoriani per un presunto fallo di gioco pericoloso, ma sia il VAR che l’arbitro Tori Penso l’hanno convalidata. Tuttavia, la reazione dell’Ecuador non si è fatta attendere. Al 9′ minuto, Nilson Angulo ha pareggiato i conti con un tiro potente da fuori area, dopo aver recuperato palla nella trequarti avversaria e ricevuto un assist da Pedro Vite. Il portiere tedesco Neuer non è riuscito a intercettare il tiro.

Il primo tempo si è concluso sull’1-1. Nella ripresa, l’Ecuador ha intensificato la pressione. Dopo un rigore annullato alla Germania dal VAR, i sudamericani hanno continuato a cercare il gol del vantaggio. La rete decisiva è arrivata al 77′ minuto: sugli sviluppi di un calcio d’angolo dalla destra, Gonzalo Plata ha anticipato Neuer con un colpo di testa, portando l’Ecuador in vantaggio per 2-1. Questo gol ha scatenato l’entusiasmo dei tifosi ecuadoriani che hanno riempito lo stadio di New York.

La Germania, nonostante la sconfitta, ha mantenuto la testa del Gruppo E grazie alle precedenti vittorie e alla differenza reti. Il tecnico tedesco Julian Nagelsmann aveva schierato una formazione forte, con Havertz in attacco e il trio Sané, Musiala e Wirtz a supporto, nonostante la qualificazione fosse già aritmeticamente acquisita. Antonio Rüdiger ha sostituito l’infortunato Schlotterbeck, mentre per l’Ecuador, l’allenatore Sebastián Beccacece ha optato per Angulo al posto di Estupiñan.

La qualificazione della Costa d’Avorio

Nell’altra partita del Gruppo E, la Costa d’Avorio ha affrontato Curaçao. La squadra ivoriana ha aperto le marcature al 7′ minuto con Nicolas Pépé, che ha sfruttato un assist di Yan Diomande dopo un errore difensivo di Curaçao. Il portiere di Curaçao, Room, che aveva brillato con quindici parate nella partita contro l’Ecuador, non è riuscito a fermare il tiro. La Costa d’Avorio ha raddoppiato al 64′ minuto, ancora con Nicolas Pépé, ben servito in area da Ibrahim Sangaré.

La vittoria per 2-0 ha permesso alla Costa d’Avorio di raggiungere sei punti nel girone, assicurandosi il secondo posto. La squadra di Curaçao, nonostante l’eliminazione, ha lasciato il torneo con un solo punto, ma con il rispetto dei tifosi per lo spirito mostrato. Il tecnico Dick Advocaat ha saputo infondere il giusto spirito alla sua squadra, che ha ottenuto il suo miglior risultato di sempre in un Mondiale. Nei sedicesimi di finale, la Costa d’Avorio affronterà la seconda classificata del Gruppo I, che sarà la perdente tra Francia e Norvegia.

L’Ecuador, con quattro punti, si è qualificato come una delle migliori terze, un traguardo che la nazionale sudamericana non raggiungeva da venti anni, dal 2006. La prestazione contro la Germania, con la rimonta e la vittoria, ha entusiasmato i tifosi, che hanno celebrato la qualificazione con cori di “Si se puede” (Sì, si può fare) allo stadio di New York.

Il tabellino della partita Ecuador-Germania ha visto le reti di Sané al 2′, Angulo al 9′ e Plata al 77′. Sono stati ammoniti Hincapié al 43′, Pavlović al 44′, Franco al 50′ e Plata all’89′.

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Source: ansa.it

di Luca Bianchi

Redattore sportivo

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